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Terapia per problemi di coppia

 
Nello studio è possibile seguire un percorso di psicoterapia della coppia con psicoterapeuti che hanno maturato una lunga esperienza clinica necessaria per affrontare le criticità relazionali e le crisi della coppia.
 
 
 
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Psicoterapia di coppia

 
Due persone distinte in relazione tra loro, quando decidono di formare una coppia, determinano una condizione esistenziale totalmente nuova e inedita per ognuno dei due:
una volta insieme l’interazione tra le due personalità provocherà l’emersione di aspetti di Sé, che nella mescolanza delle loro inclinazioni e nella sollecitazione reciproca delle loro passioni, produrranno un sistema di condivisione emotiva molto più complesso e ampio di quanto non possa essere, se sommiamo le caratteristiche di ogni individuo preso separatamente.

Perciò quello che può emergere in ciascuno dei due componenti la coppia nel corso della relazione, spesso è una serie di incognite anche per loro stessi, nonostante le intenzioni da entrambi dichiarate di voler seguire un progetto comune e un orientamento di vita condiviso, anche quando ciò sia stato chiaramente esplicitato all’inizio del rapporto e più volte ribadito in seguito. In altre parole, anche se il progetto comune è stato realizzato con scelte molto concrete, come una convivenza, una casa nella quale si va a vivere insieme, impegni economici condivisi, figli ecc. , nel corso della vita a due, potranno insorgere aspetti di Sé in ognuno dei partner che si manifestano in nuove aspirazioni e motivazioni, che a volte daranno un impulso all’evoluzione del rapporto ma a volte potrebbero esitare in controversie e insoddisfazioni che sfociano in un conflitto doloroso che non si risolve.
Ideale sarebbe poter formare una coppia che sia sempre in sintonia, inoltre sarebbe opportuno che ambedue i componenti della coppia possedessero come dotazione personale una stabilità e una evoluzione tale da consentire una buona plasticità dell’Io. Allora in questo caso, la coppia sarebbe attrezzata a trasformare le criticità in diverse occasioni di crescita del potenziale creativo e costruttivo racchiuso in essi, ma naturalmente molte volte una condizione così ideale, quasi da manuale non si realizza affatto.
Fin qui forse non c’è nulla di strano, se ci pensiamo sembra quasi ovvio che quando si intraprende qualsiasi progetto, poi in corso d’opera possono subentrare imprevisti e ulteriori chiarimenti interiori che potrebbero determinare un ampliamento delle prospettive, una dilatazione dei tempi necessari per realizzare ciò che ci si prospettava, ostacoli indesiderati e diverse altre criticità. Ma quando ciò accade, e prima o poi accadrà senz’altro, nella vita di coppia, quali possono essere le conseguenze?

L’equilibrio originario può essere compromesso, con il trascorrere del tempo infatti, la stabilità è sottoposta alla pressione delle più diverse vicende della vita che potrebbero comportare la necessità di revisioni e riadattamenti talvolta radicali. La coppia costituisce un ‘campo relazionale’ per cui anche se uno dei due componenti ritiene di essere, o è più stabile dell’altro, può accadere sia che la flessibilità dell’uno contribuisca a migliorare la sintonia nella relazione, perché è in grado di compensare le mancanze dell’altro, sia può accadere che le problematiche dell’uno si scontrino coi limiti dell’altro; quindi accade che, nonostante la disponibilità dichiarata, colui che appare più disponibile, di fatto non riesca a compensare le problematiche dell’altro.
Ecco allora che fatti della vita di natura dolorosa o traumatica, i problemi o le frustrazioni professionali, la nascita di un figlio, le successive fasi della sua crescita, indecisioni o difficoltà di averne di figli, il venire meno all’impegno di lealtà tra i partner, profondi vissuti di delusione determinati dal divario tra “ l’unione immaginata” e “ l’unione reale”, la percezione sempre più acuta del tempo che passa, ecc. sono tutti fattori che mettono a dura prova la stabilità della coppia.

Queste evenienze possono causare una progressiva conflittualità dovuta anche alla difficoltà, di uno dei due o di entrambi, di accettare che esistono diversi modi altrettanto plausibili e validi di ragionare intorno all’esistenza e che queste diversità, se si impara ad ascoltarsi a vicenda, al posto di alimentare una contrapposizione e una squalificazione del pensiero dell’altro, potrebbero favorire una crescita ulteriore della coppia unendo e integrando le diversità, o anche a pervenire alla decisione di prendere ognuno la propria strada senza distruggersi a vicenda.
Tutti questi eventi possono dar luogo a una crisi profonda e di conseguenza, a una sofferenza psichica se la coppia non è preparata per gestirla; ciò accade quando non c’è una sufficiente consapevolezza del fatto che in questi frangenti sarebbe stato necessario aver maturato una capacità di ascolto e di empatia per accogliere e comprendere l’uno le ragioni dell’altro.
Dopo una buona oretta di conversazione, ci siamo intesi perfettamente.
Domani mi venite con le mani in faccia, gridando:
«Ma come? Che avete inteso? Non mi avevate detto così e così?»
Così e così, perfettamente. Ma il guaio è che voi, caro, non saprete mai, né io vi potrò mai comunicare come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.
Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.

Questo passo, tratto da un capolavoro della letteratura di Luigi Pirandello ‘Uno, nessuno e centomila’ descrive in maniera perfetta e puntuale la complessità e la difficoltà nella comunicazione umana; qui addirittura sembra voler affermare una definitiva impossibilità alla comunicazione e decretare di conseguenza, una inesorabile solitudine costitutiva della vita dell’uomo. Ma nel racconto di Pirandello, il protagonista, dopo che ha analizzato e constatato la difficoltà, anzi la impossibilità di capirsi vicendevolmente, prosegue nei suoi ragionamenti solipsistici, al posto di condividere questa sua consapevolezza. Se avesse compreso che sarebbe stata opportuna la condivisione di questa presa di coscienza, all’interno di una relazione, i due, diventati entrambi consapevoli degli ostacoli alla comunicazione, avrebbero potuto cercare una soluzione per superare l’empasse senza rimanere intrappolati nel malinteso. Ma nel racconto, il protagonista, troppo preso dai propri conflitti interni, non è in grado di usufruire e di apprezzare le potenzialità ricostruttive di una relazione affettiva: è inesorabilmente intrappolato nel gorgo risucchiante dei propri pensieri e ha perso ogni fiducia nei rapporti umani.

La nostra ‘ambizione’ al contrario, al posto di un trionfo individualista o di una espiazione solitaria, è quella di organizzare un contesto spazio temporale strutturato, allo scopo di riflettere insieme per una presa di coscienza di ciò che provoca i comportamenti e le difficoltà comunicative che creano incomprensione e contrapposizione, contemporaneamente lavorare per acquisire un metodo per comprendere i significati affettivi personali e gli stili relazionali dell’esperienza in coppia.

Creare nella coppia momenti di incontro programmati potrebbe far temere una perdita di spontaneità che idealmente viene richiesta nelle relazioni sentimentali; al contrario, questa capacità della coppia di impegnarsi a mettere in scena una situazione di dialogo coinvolgente e risonante emotivamente, senza dover attendere o pretendere che si generi magicamente un’atmosfera al chiaro di luna col cielo stellato per poterlo fare, richiede uno slancio orientato a dedicare del tempo per cercare di creare una confidenza e una intimità allo scopo di rendere più profonda e soddisfacente la relazione, come si fa in ogni progetto che si intraprende per una passione creativa e costruttiva: per realizzare e portare compimento la propria opera creativa, a un certo punto sono necessari dedizione e impegno.

Questo vale sia per le sedute di psicoterapia che ovviamente sono incontri programmati, sia per la decisione di ricercare e ritagliare, quanto più possibile nella quotidianità, dei momenti di dialogo e intimità da parte della coppia.
Dia-logo, dove dia- significa tra, attraverso, mediante o anche separazione; se uniamo i significati possiamo avere un termine che denota uno scambio attraverso il quale può avvenire una unione tra differenze; le ultime considerazioni fanno chiaramente intendere che un trattamento Psicologico può essere un’ esperienza interessante e utile non solo in situazioni di emergenza o di conflittualità, ma anche per acquisire un metodo per approfondire o per meglio affrontare le questioni complesse della vita.

 
Le foto utilizzate su questa pagina del sito sono state realizzate da Lucia Caccia e sono di sua proprietà.